domenica 30 maggio 2010
venerdì 28 maggio 2010
29_05_10
"Le persone sono come le vetrate colorate: brillano e scintillano quando fuori c'è il sole, ma al calar delle tenebre viene rivelata la loro vera bellezza solo se è accesa una luce dall'interno."
cit.
cit.
28_05_10
« Non ricordare il giorno trascorso
e non perderti in lacrime sul domani che viene:
su passato e futuro non far fondamento
vivi dell'oggi e non perdere al vento la vita. »
(ʿOmar Ḫayyām, Rubʿayyāt )
e non perderti in lacrime sul domani che viene:
su passato e futuro non far fondamento
vivi dell'oggi e non perdere al vento la vita. »
(ʿOmar Ḫayyām, Rubʿayyāt )
giovedì 27 maggio 2010
26_05_10
"ogni battito è una scelta
ogni sguardo mantenuto
ogni nefandezza che hai scordato
ogni tanto non ci pensi
vuoi soltanto andare avanti
e schivare tutti gli incidenti"
("la verità è una scelta - L. Ligabue)
ogni sguardo mantenuto
ogni nefandezza che hai scordato
ogni tanto non ci pensi
vuoi soltanto andare avanti
e schivare tutti gli incidenti"
("la verità è una scelta - L. Ligabue)
giovedì 25 febbraio 2010
Poesia Indiana
Non mi interessa cosa fai per vivere, voglio sapere per cosa sospiri e se rischi tutto per trovare i sogni del tuo cuore.
Non mi interessa quanti anni hai, voglio sapere se ancora vuoi rischiare di sembrare stupido per amore.
Non voglio sapere che pianeti minacciano la tua luna, voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dolore, se sei rimasto aperto dopo i tradimenti della vita.
Voglio sapere se puoi sederti con il dolore, il mio o il tuo, se puoi ballare pazzamente e lasciare l' estasi riempirti fino alla punta delle dita senza prevenirci di cautela, di essere realisti o di ricordarci le limitazioni degli esseri umani.
Non voglio sapere se la storia che mi stai raccontando sia vera, voglio sapere se sei capace di deludere un altro per essere autentico a te stesso, se puoi subire l' accusa di un tradimento e non tradire la tua anima.
Voglio sapere se sei fedele, quindi di fiducia. Voglio sapere se sai vedere la bellezza anche quando non è bella tutti i giorni. Se sei capace di far sorgere la tua vita con la tua sola presenza.
Voglio sapere se puoi vivere con il fracasso, tuo o mio, e continuare a gridare all' argento di una luna piena: Si!
Non mi interessa di sapere dove abiti, quanti soldi hai, mi interessa se ti puoi alzare dopo una notte di dolore, triste o spaccato in due e fare quel che si deve per i bambini.
Non mi interessa chi sei o come hai fatto per arrivare qui, voglio sapere se sapresti restare in mezzo al fuoco con me senza retrocedere.
Non voglio sapere cosa hai studiato o con chi o dove,voglio sapere cosa ti sostiene dentro quando tutto il resto non l' ha fatto.
Voglio sapere se sai stare da solo con te stesso e se veramente ti piace la compagnia che hai nei momenti vuoti.
(Tribù degli Oriah - 1890)
Non mi interessa quanti anni hai, voglio sapere se ancora vuoi rischiare di sembrare stupido per amore.
Non voglio sapere che pianeti minacciano la tua luna, voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dolore, se sei rimasto aperto dopo i tradimenti della vita.
Voglio sapere se puoi sederti con il dolore, il mio o il tuo, se puoi ballare pazzamente e lasciare l' estasi riempirti fino alla punta delle dita senza prevenirci di cautela, di essere realisti o di ricordarci le limitazioni degli esseri umani.
Non voglio sapere se la storia che mi stai raccontando sia vera, voglio sapere se sei capace di deludere un altro per essere autentico a te stesso, se puoi subire l' accusa di un tradimento e non tradire la tua anima.
Voglio sapere se sei fedele, quindi di fiducia. Voglio sapere se sai vedere la bellezza anche quando non è bella tutti i giorni. Se sei capace di far sorgere la tua vita con la tua sola presenza.
Voglio sapere se puoi vivere con il fracasso, tuo o mio, e continuare a gridare all' argento di una luna piena: Si!
Non mi interessa di sapere dove abiti, quanti soldi hai, mi interessa se ti puoi alzare dopo una notte di dolore, triste o spaccato in due e fare quel che si deve per i bambini.
Non mi interessa chi sei o come hai fatto per arrivare qui, voglio sapere se sapresti restare in mezzo al fuoco con me senza retrocedere.
Non voglio sapere cosa hai studiato o con chi o dove,voglio sapere cosa ti sostiene dentro quando tutto il resto non l' ha fatto.
Voglio sapere se sai stare da solo con te stesso e se veramente ti piace la compagnia che hai nei momenti vuoti.
(Tribù degli Oriah - 1890)
giovedì 3 dicembre 2009
Spunti di riflessione (da Thule Italia)
Ho estrapolato questa risposta data nel confronto che si sta tenendo sul forum Thule sulla questione sorta dopo il referendum sui minareti perchè la reputo interessante come "diverso modo di ragionare".
Questioni spinose quelle sollevate dai diversi interventi, che appaiono secondo me sfumature diverse di una medesima questione fondamentale:
l'identità
Essa,nella sua concezione di mito/guida, è un problema per chi vorrebbe creare un europeo "nuovo" sostanzialmente cosmopolita, praticamente privo di radicamento in una specifica identità o tradizione di qualsivoglia tipo presente nel nostro patrimonio storico.
Quali sono i "confini" d'Europa? In altre occasioni ne abbiamo discusso, ed abbiam letto o sentito un simile quesito.
"Identità" e "confine" sono instretta relazione.
L'identità pone un limes che separa "noi" da "loro", ma chi siamo "noi"?
Questa che sembra essere un'erudita disquisizione sillogica cela in realtà una trappola. Poichè se l'europeo "nuovo" deve esser cosmopolita, allora potrebbe divenire cittadino europeo
chiunque, dunque potrebbe dirsi "Europa" qualsiasi Stato.
Questa è sostanzialmente la politica dell'UE, ma anche l'orentamento di molti post-moderni che ci camminano a fianco.
Quando un' idea perde il suo radicamento sfuma nell'evanescente, nel biodegradabile, nel riciclabile. Dunque il problema non sono le altre tradizioni nel senso completo del termine, o più semplicemnete le altre dinamiche socio/culturali, ma la mancanza di radicamento di una
"nostra" identità che possa servire da limes.
Gli allogeni afro/asiatici hanno stabilito un legame con il nostro territorio? Certo! E lo hanno fatto diventare il "loro" territorio, ma non aggrappiamoci ai facili schematismi. Il problema delle comunità allogene non si risolve arginando questo o quel fenomeno visibile, ma su di un doppio fronte.
Un fronte interno: il più difficile, che implica il ripristino di una idea/forza in gran parte dei livelli della società autoctona, per fare in modo che avvenga una riconversione antropologica da "società" a " comunità".
Un fronte esterno: che implica una progressiva marginalizzazione dei canali d'approvvigionamento della società multi etnica, fino ad una loro desertificazione.
Ciò implica non la "crociata" contro la moschea o la nenia su abbigliamento e simbologia, bensì qualche cosa di più importante nei tempi ultimi; l'economia.
Il consumismo e l'economia di "crescita" infinita implicano giocoforza la necessità di nuovi tipi di fruitori di beni. Cosa meglio di un coacervo di sradicati può produrre un consumatore di seconda o terza generazione?
A me non preoccupa la bambinetta "Maghreb" con il velo, a me preoccupa vederla con il cellulare o con l' i-pod, e vi posso garantire che non è una visione onirica,ma ne ho ben avuto le prove visive. La consumatrice di seconda o terza generazione,quella che sostituirà i vecchi consumatori euro/fiacchi, questo è il problema.
Dietro a questa semplice immagine si cela una complessa struttura sub-culturale ed economica, che trova quasi sempre complici e conniventi proprio in quei soggetti che vorrebbero debellare il cancro che affligge la NOSTRA civilizzazione, con l'aspirina della demagogia populista.
http://www.facebook.com/thule.italia?ref=mf
Questioni spinose quelle sollevate dai diversi interventi, che appaiono secondo me sfumature diverse di una medesima questione fondamentale:
l'identità
Essa,nella sua concezione di mito/guida, è un problema per chi vorrebbe creare un europeo "nuovo" sostanzialmente cosmopolita, praticamente privo di radicamento in una specifica identità o tradizione di qualsivoglia tipo presente nel nostro patrimonio storico.
Quali sono i "confini" d'Europa? In altre occasioni ne abbiamo discusso, ed abbiam letto o sentito un simile quesito.
"Identità" e "confine" sono instretta relazione.
L'identità pone un limes che separa "noi" da "loro", ma chi siamo "noi"?
Questa che sembra essere un'erudita disquisizione sillogica cela in realtà una trappola. Poichè se l'europeo "nuovo" deve esser cosmopolita, allora potrebbe divenire cittadino europeo
chiunque, dunque potrebbe dirsi "Europa" qualsiasi Stato.
Questa è sostanzialmente la politica dell'UE, ma anche l'orentamento di molti post-moderni che ci camminano a fianco.
Quando un' idea perde il suo radicamento sfuma nell'evanescente, nel biodegradabile, nel riciclabile. Dunque il problema non sono le altre tradizioni nel senso completo del termine, o più semplicemnete le altre dinamiche socio/culturali, ma la mancanza di radicamento di una
"nostra" identità che possa servire da limes.
Gli allogeni afro/asiatici hanno stabilito un legame con il nostro territorio? Certo! E lo hanno fatto diventare il "loro" territorio, ma non aggrappiamoci ai facili schematismi. Il problema delle comunità allogene non si risolve arginando questo o quel fenomeno visibile, ma su di un doppio fronte.
Un fronte interno: il più difficile, che implica il ripristino di una idea/forza in gran parte dei livelli della società autoctona, per fare in modo che avvenga una riconversione antropologica da "società" a " comunità".
Un fronte esterno: che implica una progressiva marginalizzazione dei canali d'approvvigionamento della società multi etnica, fino ad una loro desertificazione.
Ciò implica non la "crociata" contro la moschea o la nenia su abbigliamento e simbologia, bensì qualche cosa di più importante nei tempi ultimi; l'economia.
Il consumismo e l'economia di "crescita" infinita implicano giocoforza la necessità di nuovi tipi di fruitori di beni. Cosa meglio di un coacervo di sradicati può produrre un consumatore di seconda o terza generazione?
A me non preoccupa la bambinetta "Maghreb" con il velo, a me preoccupa vederla con il cellulare o con l' i-pod, e vi posso garantire che non è una visione onirica,ma ne ho ben avuto le prove visive. La consumatrice di seconda o terza generazione,quella che sostituirà i vecchi consumatori euro/fiacchi, questo è il problema.
Dietro a questa semplice immagine si cela una complessa struttura sub-culturale ed economica, che trova quasi sempre complici e conniventi proprio in quei soggetti che vorrebbero debellare il cancro che affligge la NOSTRA civilizzazione, con l'aspirina della demagogia populista.
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